Corey Lewandowski e le accuse di 'Pay-to-Play' al Dipartimento della Sicurezza Nazionale

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Un’inchiesta di NBC News ha sollevato pesanti accuse nei confronti di Corey Lewandowski, ex consigliere di spicco durante l’amministrazione Trump al Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS). Secondo l’articolo, Lewandowski avrebbe sollecitato pagamenti da diverse aziende in cambio di aiuto per ottenere o mantenere lucrativi contratti governativi.

Il reportage descrive un presunto sistema di “pay-to-play” in cui Lewandowski avrebbe agito da intermediario, esercitando la sua influenza per favorire determinate aziende.

Il caso di GEO Group

Uno degli esempi più eclatanti citati è quello di The GEO Group, un colosso nel settore delle prigioni private. Fonti interne avrebbero rivelato che Lewandowski chiese all’azienda una “success fee”, ovvero una percentuale basata sul valore dei contratti nuovi o rinnovati con il DHS. Di fronte al rifiuto dell’azienda, due dei loro contratti federali avrebbero subito una riduzione della durata.

Pressioni su altri contractor

L’articolo riporta anche la testimonianza di un’azienda di marketing che sarebbe stata contattata per un subappalto dal DHS. La condizione per ottenere il lavoro, tuttavia, sarebbe stata quella di assumere una società di consulenza legata a Lewandowski. Anche in questo caso, dopo il rifiuto, l’opportunità sarebbe svanita.

Le smentite e le indagini

Un portavoce di Lewandowski ha negato categoricamente tutte le accuse, definendole “assolutamente false”. Tuttavia, l’articolo sottolinea come queste pratiche, se confermate, rappresenterebbero una palese violazione delle leggi federali sugli appalti pubblici, sollevando “enormi bandiere rosse” sulla legalità e l’integrità del processo.

La vicenda ha già attirato l’attenzione di alcuni senatori democratici, che hanno avviato un’indagine sulla questione.